Costi alti per l’assistenza a non autosufficienti

In Europa l’8,8% degli over 65 ha difficoltà a svolgere attività quotidiane come mangiare o vestirsi. In Italia questa quota è più alta, siamo all’11,2%.

Pur essendo il secondo paese al mondo per longevità siamo soltanto 11esimi in Europa per aspettativa di vita senza limitazioni fisiche. Questo significa che in Italia si vive più a lungo ma peggio a livello fisico.

“In 10 anni le persone tra i 65 e i 74 anni saranno 6,5 milioni e oltre il 90% dei pensionati attuali – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – non è in grado di far fronte alle spese di assistenti familiari full-time”.

Per una badante convivente i costi annuali oscillano tra i 16.000,00 (54 ore livello CS) e i 21.000,00 Euro se la badante è formata (54 ore livello DS).

“I dati dell’Osservatorio nazionale sulla Sanità delle regioni italiane delineano un sistema debole che non è in grado di far fronte alla richiesta di assistenza di lungo periodo. Bisogna intervenire con progetti di aiuto alle famiglie datori di lavoro domestico che rendano sostenibile il costo dell’assistenza negli anni”.

Il Tavolo del Welfare Familiare

DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico, firmataria del CCNL di categoria, auspica l’apertura del Tavolo del Welfare familiare tra le Istituzioni e le Parti Sociali al fine di individuare le migliori strategie per una più ampia regolarizzazione nel settore domestico.

Le risorse di molte famiglie datori di lavoro domestico sono a rischio esaurimento.

Nel 2017 la spesa delle famiglie è aumentata del 2,5% mentre il reddito è a +1,7%. Secondo questi ultimi dati Istat il risparmio delle famiglie è sceso dello 0,7% e l’incremento del potere di acquisto è rallentato rispetto al 2016.

“Guardando ai dati Istat – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA – è chiaro che le famiglie stanno attingendo sempre più ai propri risparmi per far fronte alle spese. Con scarse disponibilità economiche è difficile far fronte agli imprevisti della vecchiaia, ad oggi, i costi di un’assistente familiare sono proibitivi per oltre il 90% dei nostri pensionati. Il primo obiettivo di DOMINA con il nuovo Governo sarà quello di promuovere la progettazione di un piano di supporto ad ampio raggio e di lungo periodo”.

Colf e badanti valgono l’1,3% del PIL

Colf e badanti valgono l’1,3% del PIL

Il settore del lavoro domestico vale l’1,3% del PIL nazionale, coinvolge oltre 2 milioni di famiglie e solo nell’assistenza agli anziani non autosufficienti consente allo Stato di risparmiare 7 miliardi di Euro. “Il primo passo del futuro Governo – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA – dovrebbe essere rivolto in direzione del welfare familiare.”

I costi per l’assistenza a persona non autosufficiente oscillano tra i 14.000 e i 21.000 Euro annui. “Considerato che il 22% della popolazione ha più di 65 anni e che meno del 10% degli anziani può permettersi l’assistenza privata full time con la propria pensione, è necessario prevedere una strategia di supporto su due livelli. Da un lato bisogna dare la possibilità di portare in deduzione oltre ai contributi anche la retribuzione dei lavoratori domestici; dall’altro bisogna aumentare il tetto dei costi detraibili.

E’ fondamentale studiare le modalità per avviare questi strumenti di supporto e inserirli in un piano di lungo periodo”.

L’Associazione DOMINA, come già fatto in precedenza, è disponibile a mettere al servizio del nuovo esecutivo la propria esperienza in materia di lavoro domestico per mettere a punto una strategia aderente alle necessità delle famiglie datori di lavoro. Un sistema di aiuti strutturale incentiverebbe le famiglie ad assumere colf e badanti con regolare contratto, portando un beneficio notevole in termini di valore aggiunto.

Le pensioni non bastano per l’assistenza della badante

Secondo i dati Istat quasi il 60% degli anziani con gravi difficoltà ha bisogno di assistenza, di questi, il 28% ha un aiuto in casa mentre più del 40% vive con la badante.

L’Inps eroga 17.886.623 pensioni all’anno ma il 70,8% ha un importo inferiore a 1.000,00 Euro che non consente di far fronte ai costi dell’assistente familiare.

“Una badante part-time, che assiste l’anziano autosufficiente per 25 ore alla settimana (livello BS), costa 824,33 Euro al mese alla famiglia – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA – mentre un’assistenza full-time con lavoratore convivente (54 ore livello CS) ha un costo di 1354,93 Euro. La spesa mensile può arrivare fino a 1.817,96 Euro se la famiglia ha bisogno di una badante convivente formata (livello DS).

Incrociando i costi con le pensioni previdenziali erogate dall’Inps – sottolinea Lorenzo Gasparrini – è evidente che la famiglia non ha le risorse per far fronte ai costi dell’assistenza e spesso rinuncia a visite, medicine o ore di assistenza preziose”. Dai risultati della Ricerca DOMINA (realizzata in collaborazione con la Fondazione Leone Moressa) risulta che meno del 10% dei pensionati può permettersi la badante e i nuovi dati diffusi dall’Inps confermano questa situazione allarmante. “Per evitare l’indebitamento familiare è necessario intervenire con soluzioni concrete avviando politiche di defiscalizzazione strutturali”.

Nuove aliquote INPS 2018 per colf e badanti

“L’aumento delle aliquote contributive INPS dell’1,1% per colf e badanti che segue la variazione dell’indice dei prezzi al consumo dell’Istat determina un ulteriore prelievo dalle tasche delle famiglie datori di lavoro domestico di circa altri 8 milioni di Euro – lo afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico”. “Questo incremento, sommato ai 60 milioni riferiti agli aumenti delle retribuzioni minime di gennaio, comporta un aumento della spesa totale per le famiglie, in gran parte con una persona non autosufficiente in casa, per l’anno 2018 di ben 68 milioni di Euro”.

Bisogna supportare le famiglie nel loro ruolo di ammortizzatori sociali. DOMINA sta incontrando tutte le forze politiche per far si che la nuova legislatura ponga attenzione alle famiglie datori di lavoro domestico mettendo in atto una politica di defiscalizzazione di lungo periodo.
Ai primi posti della classifica dei settori con la maggior percentuale di sommerso troviamo proprio il lavoro domestico con un tasso di irregolarità – dato dal rapporto fra occupati irregolari e il totale degli occupati – che sfiora quasi il 60% (dati Censis).
“Il welfare familiare è in crisi – prosegue Gasparrini – e l’aumento del sommerso rispecchia la difficoltà delle famiglie che non riescono a far fronte alla necessità di assistenza, come sottolineato da Papa Francesco nell’incontro con la comunità Ucraina il ruolo delle badanti è fondamentale per la famiglia italiana.

Colf e badanti, nuovi minimi retributivi 2018

I nuovi minimi retributivi per colf e badanti sono stati fissati oggi al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e firmati dalle parti sindacali e datoriali.

I nuovi minimi del settore domestico decorrono dal 1° gennaio 2018. Pur essendo stati pubblicati oggi i minimi hanno effetto retroattivo, pertanto i datori di lavoro domestico che hanno già consegnato il prospetto paga, potranno simulare la busta paga di gennaio con i nuovi importi 2018 e inserire il conguaglio nella busta paga del mese di febbraio.

Scaricate la tabella con i nuovi minimi retributivi 2018 per colf e badanti, comprensiva dei valori del vitto e alloggio convenzionale, aggiornata in formato pdf.

Le retribuzioni minime dei lavoratori domestici, sono state rivalutate tenendo conto dell’aumento del costo della vita. Infatti, la retribuzione minima del lavoro domestico è oggetto di rivalutazione annuale secondo gli indici ISTAT, il valore riportato dall’Istituto di Statistica per il 2018 è pari allo 0,8%.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali è delegato dalle Organizzazioni ed Associazioni firmatarie del CCNL  a rivalutare i minimi retributivi, in misura dell’80% della variazione del costo della vita per le famiglie di impiegati ed operai secondo i parametri.

“L’adeguamento al nuovo valore Istat – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – seppur minimo, porterà ad un aumento di circa 50 Euro all’anno per le famiglie che hanno assunto una colf e di circa 100 Euro per chi ha una badante. Contando una media di circa 400 mila badanti e 400 mila colf con regolare contratto, il costo del lavoro domestico aumenterà di circa 60 milioni di Euro. “Il giro d’affari del lavoro domestico – afferma Gasparrini – arriverà a sfiorare i 18 miliardi di Euro annui. E’ tempo che lo Stato sostenga l’azienda famiglia, a fronte del costante impoverimento delle famiglie italiane chiediamo l’avviamento di una politica di defiscalizzazione che le aiuti nel loro ruolo di ammortizzatori sociali”.

Ricordiamo ai datori di colf e badanti che presto saranno aggiornati anche i contributi INPS da lavoro domestico. Di norma questi valori subiscono un  leggero aumento nel mese di Gennaio. Non appena saranno disponibili pubblicheremo la tabella con gli importi aggiornati sul sito DOMINA.

Convegno DOMINA Venezia “Famiglie datori di lavoro e welfare”

Convegno DOMINA Venezia “Famiglie datori di lavoro e welfare – Ruolo economico e politiche per la famiglia in Italia e in Europa”

Le spesa delle famiglie per l’assistenza privata a persona equivale al 25% della somma totale spesa dallo Stato per l’assistenza, i lavoratori domestici rappresentano il 9% della forza lavoro italiana.

Un giro d’affari di 7 miliardi l’anno, spesi dalle famiglie datrici di lavoro.

 

Il lavoro domestico oggi più che mai è diventato elemento fondamentale dell’economia del Paese incidendo dell’1,9% sul PIL nazionale. “Il settore domestico – afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro domestico – rappresenta la colonna portante dell’assistenza privata italiana”.

A dimostrarlo sono i dati della Ricerca DOMINA, presentati oggi a Venezia presso la Sala polifunzionale – Palazzo della Regione Veneto – Fondamenta S. Lucia, Cannaregio n.23, in presenza di Pier Paolo Barretta Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, secondo cui i lavoratori domestici rappresentano quasi il 10% della forza lavoro del Paese e i datori di lavoro domestico si impongono come vero esercito datoriale.

“Le famiglie che si avvalgono dell’aiuto di un lavoratore domestico sono 1,6 milioni e la loro spesa annua equivale al 25% (un quarto) della somma totale spesa dallo Stato per l’assistenza a persona autosufficiente e non autosufficiente (7 miliardi di spesa privata a fronte di 31 miliardi di spesa pubblica)”.

 

Dagli esiti della Ricerca DOMINA (realizzata in collaborazione con la Fondazione Leone Moressa) emerge il forte impatto economico e sociale del lavoro domestico nel Paese e l’urgenza di una revisione delle politiche di welfare di lungo periodo per far fronte all’esponenziale richiesta di assistenza che si prospetta nei prossimi anni.

“Le persone con almeno 75 anni cresceranno fino al 23% nel 2050 – prosegue Gasparrini – ma le famiglie, pensionati in primis, non hanno le risorse necessarie per sostenere i costi del lavoro domestico. Per far fronte alla domanda di protezione sociale non bastano bonus o altre soluzioni temporanee, è necessario costruire una politica di defiscalizzazione ad hoc.”

Arriva il Cassetto previdenziale INPS per il lavoro domestico

“Il cassetto previdenziale INPS per i datori di lavoro domestico è una notizia molto positiva” – afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico. Il nuovo servizio disponibile da oggi 29 dicembre sul sito dell’INPS consente a tutte le famiglie che assumono colf e badanti di controllare online lo storico dei pagamenti degli ultimi 5 anni, i pagamenti in sospeso e le scadenze. In Italia sono circa 2 milioni le famiglie che si avvalgono di un lavoratore domestico per un giro d’affari di 7 miliardi all’anno. Negli ultimi mesi sono stati inviati dall’INPS oltre 200mila avvisi di accertamento (le cosiddette “cartelle pazze”) per mancato pagamento dei contributi.

“In questi giorni abbiamo riscontrato, a seguito delle telefonate delle tante famiglie italiane che ci hanno contattato per essere aiutate, che molti degli avvisi di pagamento – commenta Gasparrini – sono dovuti solo alla mancata comunicazione all’INPS della cessazione del rapporto di lavoro domestico. Il nuovo cassetto previdenziale potrebbe evitare di ricevere altri avvisi INPS. Questo strumento aiuterà le famiglie ad avere sempre una visione d’insieme aggiornata degli adempimenti relativi al rapporto di lavoro domestico e darà la possibilità di risolvere anomalie nella posizione previdenziale con un esperto”. A partire dal 2018, infatti, il nuovo cassetto previdenziale INPS fornirà anche la funzione “Comunicazione bidirezionale” che consente di prendere appuntamento con un esperto in Sede INPS.

L’applicazione “Cassetto previdenziale LD” è disponibile per tutti gli utenti in possesso del profilo “Cittadino” ed è consultabile tramite cellulari, tablet e pc.

L’INPS ha messo a disposizione dei datori di lavoro domestico un manuale che spiega passo passo all’utente come accedere e utilizzare il nuovo strumento.

Potete scaricare il manuale del Cassetto Previdenziale lavoro domestico direttamente dal sito INPS in formato word.

Bene il fondo caregiver ma bisogna aiutare le famiglie con badante

“La predisposizione del fondo di 20 milioni l’anno nel triennio 2018-2020 per i caregiver familiari è un’ottima notizia – afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – questo strumento però da solo non basta, devono essere previste anche agevolazioni per le 2 milioni di famiglie che non potendosi occupare direttamente del familiare assumono una badante per svolgere il delicato lavoro di cura”. Secondo l’Istat dal 2008 al 2016 sono nati 100mila bambini in meno in Italia; nel 2016 ci sono state ben 12mila nascite in meno rispetto al 2015. “Se le coppie non fanno figli, ad occuparsi dell’esercito di anziani, che attualmente rappresentano il 22% della popolazione, saranno le badanti”. Una badante per persona non autosufficiente a tempo pieno costa 16mila Euro all’anno e secondo le stime DOMINA solo l’8% dei pensionati in caso di bisogno potrebbe sostenere questa spesa facendo affidamento alla propria pensione. “Il fondo per i caregiver previsto dalla commissione Bilancio del Senato dimostra che c’è attenzione verso la famiglia – prosegue Gasparrini – speriamo che questa misura rappresenti un punto di partenza per aiutare anche le famiglie che si avvalgono di personale esterno”.

Cassacolf per il supporto al welfare familiare

Sicurezza, formazione e informazione sono le chiavi di volta per il futuro del lavoro domestico. Ieri si è tenuto a Roma il Convegno Cas.Sa.Colf per il supporto al welfare familiare, presieduto da Lorenzo Gasparrini, Presidente della Cas.Sa.Colf e Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di lavoro domestico. Durante l’incontro è emerso che mediamente vengono denunciati all’Inail 5 mila infortuni l’anno per colf e badanti, 3 su 4 avvengono durante lo svolgimento delle mansioni e la classe d’età più colpita è quella 50-54 anni per le donne e quella 45-49 per gli uomini. “Serve maggior attenzione – commenta Lorenzo Gasparrini – come evidenziato dai relatori del Convegno, quasi il 70% degli infortuni sono legati ad eventi traumatici (fratture, contusioni, distorsioni). E’ importante per questo che i lavoratori domestici siano formati e tutelati da Cas.Sa.Colf durante lo svolgimento della propria attività”. Oggi avrebbero diritto alle prestazioni di Cas.Sa.Colf circa 2 milioni di lavoratori ma, la diffusione del lavoro nero restringe per adesso tale universo a circa 900mila lavoratori, di cui solo 300mila sono attualmente iscritti alla Cassa. “L’auspicio – prosegue Gasparrini –  è che tutti i lavoratori e le famiglie abbiano la tutela sanitaria integrativa di Cas.Sa.Colf, al fine di dare maggiore dignità a questo settore, che rappresenta l’1,3% del Pil, ossia 19miliardi di Euro l’anno.