Nuovi Minimi Retributivi 2019 per i lavoratori domestici

Come ogni anno sono stati resi noti i nuovi minimi retributivi per colf, badanti e baby-sitter. I nuovi valori delle retribuzioni per i lavoratori domestici, firmati oggi al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dalle parti sindacali e datoriali, decorrono dal 1° gennaio 2019, con effetto retroattivo.

Di seguito la Tabella con i minimi retributivi del lavoro domestico valida per l’anno in corso e i valori del vitto e alloggio convenzionale.

 

Potete anche scaricare la tabella minimi retributivi 2019 in formato pdf.

 

Ricordiamo che anche i contributi INPS 2019 subiranno un  leggero aumento. Di solito l’INPS pubblica l’aggiornamento dei contributi da lavoro domestico nei primi giorni del mese di Febbraio, troverete le tabelle con i contributi INPS 2019 aggiornate nella sezione “contributi INPS” del nostro sito.

Convegno DOMINA Lavoro domestico e disabilità

In Italia ci sono circa 3,2 milioni di persone di età superiore ai 6 anni con almeno una limitazione funzionale, di cui 2 milioni e 500 mila sono anziani. “Questi numeri influenzano direttamente il settore del lavoro domestico – afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – una grossa fetta dei datori di lavoro, infatti, assume assistenti familiari per essere supportato nelle funzioni di movimento (circa 1,5 milioni di persone, il 2,6% della popolazione), nelle funzioni quotidiane (quasi 2 milioni di persone, il 3,4% della popolazione ha problemi nell’attività di cura della persona), nell’ambito della comunicazione, etc. Abbiamo dedicato una parte della Ricerca DOMINA al tema della disabilità proprio a causa dell’incidenza massiva del fenomeno nel settore”.

Il Dossier ‘Lavoro domestico e disabilità’ sarà presentato l’8 novembre a Roma (Sala Borghese – Hotel Excelsior). Nel volume sono esaminate le differenze territoriali, le situazioni abitative e la spesa dei comuni per l’assistenza alle persone disabili che rappresenta il 24% (1,7 miliardi) del totale delle risorse destinate alle politiche di welfare territoriale. “Dai dati si evidenzia che nel corso degli anni 2000 il fenomeno della disabilità risulta in declino: dal 6,1% del 2000 passiamo al 5,5% del 2013. Nella manovra del governo approdata in questi giorni alla camera, sul fronte della spesa vengono rifinanziati il fondo per le non autosufficienze (0,1 miliardi annui dal 2019), quello per le politiche sociali (0,12 miliardi annui dal 2019) e quello per le politiche per la famiglia (100 milioni annui dal 2019). Tuttavia, oltre alle risorse economiche servono anche politiche e servizi mirati sul territorio per dare respiro alle famiglie nel gravoso compito di assistenza”.

Scarica l’invito all’evento

Il 77% delle badanti e il 69% delle colf sono di origine straniera

Il 77% delle badanti e il 69% delle colf sono di origine straniera

In Italia, dal 2008 al 2017, la quota di immigrati regolarmente occupati è aumentata del 43%, passando da 1,7 milioni a quasi 2,5 milioni. Dal Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa, presentato ieri a Roma presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, emerge che le prime tre professioni con maggior percentuale di occupazione straniera sono quelle di colf, badante e addetto alla ristorazione mentre per gli italiani le prime tre professioni sono l’impiegato addetto alla segreteria, l’addetto alle vendite e l’addetto alla ristorazione. “La presenza massiva di stranieri nel lavoro domestico è una costante del settore da molti anni – afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie datori di lavoro domestico”. Il 77% delle badanti e il 69% delle colf sono di origine straniera. “Gli stranieri – prosegue Gasparrini – si improvvisano come collaboratori domestici e assistenti familiari, nonostante, dal nostro Osservatorio si evince che molti hanno concluso con successo percorsi di studio di livello avanzato nel proprio Paese in settori completamente diversi: alcuni sono ingegneri, altri insegnanti, altri ancora sono medici. Eppure, il 34% è impiegato regolarmente in lavori non qualificati. Il dato è parziale poiché non tiene conto dei lavoratori in nero, circa 1 milione solo nel settore domestico (dati Ricerca DOMINA), e degli stranieri irregolari. Per questo motivo DOMINA è impegnata in attività di sensibilizzazione sull’importanza della regolarizzazione, al fine di valorizzare il lavoro domestico e tutelare le famiglie”

Aumentano i lavoratori domestici italiani ma non si può fare a meno degli stranieri

Tra i lavoratori domestici, gli occupati stranieri rappresentano il 73% del totale. Le colf straniere rappresentano il 69% e le badanti il 77% (Dati Inps). “DOMINA – afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – è contraria all’utilizzo di immigrati irregolari come colf e badanti, pratica che aumenta le vertenze ai danni della famiglia e non tutela la sicurezza dei lavoratori. La presenza di immigrati regolari, invece, rappresenta una risorsa importante nel settore domestico senza la quale molti anziani resterebbero soli e tante famiglie avrebbero difficoltà ad assicurare la giusta assistenza ai propri cari malati”. Le zone che risentirebbero maggiormente dell’assenza di questi lavoratori sono il Lazio (107.760 unità), la Lombardia (128.159 unità) e tutto il Centro-Nord, che presenta la quota maggiore di lavoratori stranieri”.

Dal 2012 al 2017 la percentuale dei lavoratori domestici italiani è aumentata del 24,2% a fronte di una diminuzione del 23,5% degli stranieri. “Negli ultimi anni il lavoro domestico ha acquisito maggiore dignità – continua Lorenzo Gasparrini – e molti italiani, soprattutto nella fascia di età over 50, stanno rivalutando la figura di assistente familiare come valida alternativa lavorativa, lo dimostra il fatto che dal 2012 al 2017 le badanti italiane sono aumentate del 97%”.

Formazione colf e badanti, DOMINA collabora con le Ambasciate

La cura della casa e l’assistenza a persona richiedono competenze specifiche e DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico sta formando lavoratori in tutta Italia. “Con i corsi 2018, 36 al momento quelli approvati, formeremo più di 1.000 lavoratori domestici – afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA. La grande novità di quest’anno è rappresentata da accordi con Ambasciate e Consolati. Sono stati già stati avviati corsi patrocinati dall’Ambasciata delle Filippine, della Moldavia e dal Consolato del Perù. Una collaborazione voluta in virtù della forte presenza di lavoratori stranieri nelle famiglie.” Gli stranieri rappresentano il 73,1% dei lavoratori domestici regolari (dati INPS). La quota di nazionalità Filippina si attesta all’8% (la maggior parte impiegati come colf), l’America del Sud arriva al 6,8% mentre a farla da padrona è ancora l’Europa dell’Est da cui proviene quasi la metà dei lavoratori stranieri con il 43,8% (378.258 unità).

“L’iniziativa formativa è gratuita – prosegue Gasparrini – perché i corsi sono progettati per agevolare l’inserimento diretto nelle famiglie di figure professionali in grado di svolgere attività di carattere domestico e di assistenza alla persona: il percorso formativo affianca, infatti, attività teorica e attività di laboratorio prevedendo anche verifiche delle competenze acquisite”.

 

06-07-2018

Assistenza, circa 5 milioni di famiglie in difficoltà

In Italia ci sono 1 milione e 778 mila famiglie (6,9%) che non riescono a far fronte alla spesa mensile per l’acquisto di beni e servizi utili a condurre una vita accettabile. La situazione è più grave al Sud dove l’incidenza di povertà assoluta raggiunge il 10,3% contro il 5,1% del Centro e il 5,4% registrato nel Nord Italia. “Tra i primi costi ad essere tagliati quando si è in difficoltà – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – c’è l’assistenza. A fare le spese di queste ristrettezze economiche sono soprattutto i nostri anziani” Un’assistenza full-time con lavoratore convivente (54 ore livello CS) ha un costo mensile di 1354,93 Euro. La spesa può arrivare fino a 1.817,96 Euro se la famiglia ha bisogno di una badante convivente formata (livello DS).

Secondo i dati Istat è cresciuta anche la povertà relativa che coinvolge 3 milioni e 171 mila famiglie residenti (12,3%). “Questo significa – prosegue Gasparrini – che le famiglie che non possono permettersi di sostenere i costi di un assistente familiare o che devono sottrarre risorse fondamentali per il benessere della vita familiare, sono 4 milioni 949 mila. Per evitare l’indebitamento familiare, l’unico modo per garantire la dovuta assistenza ad anziani e persone con disabilità, è avviare politiche di defiscalizzazione e decontribuzione di lungo periodo. Le famiglie – prosegue Gasparrini – hanno bisogno di soluzioni concrete e noi siamo pronti a collaborare con le forze politiche mettendo a disposizione la nostra esperienza in materia di lavoro domestico”.

 

26-06-2018

Diminuiscono colf e badanti ma aumenta la quota di lavoratori italiani

Nel 2017 la quota di lavoratori domestici con regolare contratto ha registrato un decremento del -1,0% scendendo a 864.526 unità. “Rispetto al 2016 ci sono 8.724 lavoratori domestici in meno eppure – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – la popolazione continua ad invecchiare e l’11,2% degli over 65 ha difficoltà a svolgere attività quotidiane come mangiare o vestirsi. Il dato INPS è indice di una situazione preoccupante: le famiglie per risparmiare non assumono regolarmente colf e badanti.” Secondo i nuovi dati dell’Osservatorio INPS, in controtendenza con il decremento totale del numero dei lavoratori domestici, c’è un incremento della quota dei lavoratori italiani (+6,9%). “E’ evidente – prosegue Gasparrini – che il settore del lavoro domestico sta diventando un vero e proprio salvagente contro la disoccupazione, non è un caso che le zone in cui sta aumentando la quota di italiani siano le isole (con 47.784 lavoratori italiani a fronte di 31.098 stranieri) e le regioni del Sud. Oltre a rappresentare uno strumento fondamentale per la prosecuzione della vita familiare, il settore domestico sta consolidando anche il suo ruolo economico (vale l’1,3% del PIL nazionale) ed è indispensabile che il Governo investa in questo ambito, in termini di politiche di welfare, per supportare le famiglie datori di lavoro ma anche per favorire le possibilità di occupazione legate al settore”

 

22-06-2018

Il 56% delle badanti ha nazionalità straniera.

La presenza di immigrati in Italia rappresenta quote consistenti della forza lavoro in molti settori. Il settore domestico, con il 74% dei lavoratori di origine straniera, è un caso esemplare a riguardo. Ben il 56% delle badanti dei nostri anziani hanno nazionalità straniera. Gli occupati immigrati in Italia nel 2016 hanno prodotto 130 miliardi, circa l’8,9% del PIL, di cui l’1,3% è da attribuirsi al settore domestico (dati Fondazione Leone Moressa). “Colf e badanti hanno prodotto quasi 19miliardi di Euro, il problema – ricorda Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – è che secondo le nostre stime, circa 1 milione di lavoratori domestici attivi in Italia non ha un regolare contratto. La mancata regolarizzazione è un pericolo per la famiglia datore di lavoro che spesso si trova ad affrontare vertenze con costi difficili da sostenere. Una tendenza costante nel settore è la continua crescita della quota di italiani impiegati come domestici (+1% nel 2016), specialmente nelle regioni del Centro-Sud Italia che, a causa della crisi, si reinventano come assistenti familiari o colf. La sfida del nuovo Esecutivo è creare un sistema di welfare mirato che incentivi le famiglie a regolarizzare i lavoratori domestici attraverso la defiscalizzazione”.

 

21-06-2018

120mila bambini in meno, il ricambio generazionale incide sull’assistenza

120mila bambini in meno in 9 anni. “Gli ultimi dati Istat – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di lavoro Domestico – delineano un futuro incerto, soprattutto per i nostri anziani”. La riduzione del numero dei nati, fenomeno iniziato nel 2008, non accenna ad arrestarsi. In questo modo all’invecchiamento della popolazione non corrisponde un ricambio generazionale. Con un conseguente peggioramento della situazione assistenziale degli over 65. “Infatti – prosegue Gasparrini – se da un lato aumenteranno le possibilità lavorative nel settore domestico, dall’altro si aggraverà il peso economico sul bilancio familiare già messo duramente alla prova. Sono necessarie delle strategie di welfare mirate per sostenere le famiglie datori di lavoro domestico nel lungo periodo. Stiamo già contattando il nuovo esecutivo per un tavolo di lavoro sul tema”.

13-06-2018

Assistenza, diminuzione degli anziani presi in carico in tutti i servizi

Meno del 3% degli over 65 con disabilità riceve assistenza a domicilio. “Solo 370 mila dei nostri anziani ha la possibilità di ricevere cure pubbliche in casa propria – sottolinea Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – su un totale di 3 milioni di over 65 affetti da disabilità.” Secondo i dati Istat il 2,8% degli anziani (28 ogni 1000 abitanti) risiede in strutture residenziali socio-assistenziali e sociosanitarie ma c’è un forte divario tra Nord e Sud: il 3% degli anziani non autosufficienti è ospitato nelle strutture del Nord Italia contro lo 0,9% del Sud; un gap dovuto soprattutto alla maggiore disponibilità di posti letto delle regioni del Nord. Inoltre, in tutti i servizi sono diminuiti gli anziani presi in carico: -9,1% di utenti nelle strutture residenziali, -0.6% di beneficiari dell’indennità di accompagnamento e -0,9% di comuni che offrono l’ADI (assistenza domiciliare integrata). “La soluzione adottata dalle famiglie per far fronte a queste lacune assistenziali è pagare di tasca propria. Il problema – prosegue Gasparrini – è che le famiglie cercano di risparmiare assumendo badanti in nero. La quota di lavoratori non regolari, che attualmente si stima intorno ad un milione, continuerà a crescere finché non sarà progettato un welfare familiare di lungo periodo. L’obiettivo di DOMINA è di collaborare con il nuovo Governo all’instaurazione di un tavolo di lavoro per la creazione di un piano di supporto concreto che preveda la defiscalizzazione dei costi del lavoro domestico.”

 

08-06-2018